p ost

prosa o l'elogio delle parole soffocate


ultimo aggiornamento; 08 08 2007
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1944,  ore18:12
gli attimi che precedono il crepuscolo

Un generale nazista cammina per il suo campo di lavoro, in mano la sua Luger e mentre passa vicino ad un forzato schifato gli chiede di dove fosse.
Polacco rispose il cadavere al limite delle sue forze.
polacco! uguale merda non ha da vivere pensa.
Gli punta la pistola alla tempia e in quel momento si apre il cielo, una luce forte accieca il generale che viene improvvisamente fermato nelle sue intenzioni. Il generale però non si fa distogliere dalle sue volontà e poggia il suo indice sul grilletto.
Una voce pacata e profonda si alza nel silenzio che precede la morte.
Fermati! Sono Dio e non lo devi ammazzare
Perché no?
Perché caro generale costui un giorno diventerà papa
Ed io?
Tu subito dopo

 

NUR WAS NICHT IST, IST MOEGLICH

Abbiamo perso il Grup Certl Atif per strada, d’altronde meglio così; o con noi o contro di noi.


I FATTI - CRONOLOGIA DI UN COLLASSO

Il tutto è partito dal tentato boicottaggio del collettivo e dei suoi pensieri da parte di un infimo personaggio, bramoso di potere al soldo dei salotti provinciali e grande capoccia nell’ambito dei giovani ladini con la dote di un’arguta perspicacia sulle esigenze dei giovani!!!

(dialogo telefonico tra me e l’arguta politicante bramosa di potere)
Ciao, sei tu Emil

Io sono l’arguta politicante bramosa di potere e
rappresento i giovani ladini nella contrada dell'abbondanza
Ciao
Sai perché ti sto chiamando?
Sì, mi è stato riferito ieri dalla mia ragazza
Bene, e hai accesso diretto al sito Blackderrick.org?

Allora, o togli subito il sito del Grup Certl Atif da Blackderrick
o io mi tiro fuori dal Grup Certl Atif…

Il Grup Certl Atif è un  gruppo (Grup) di giovani e non, badioti e non, fondato sul principio della circolarità (Certl) dove ognuno ha la stessa valenza e le stesse responsabilità e sull’azione diretta (Atif) in cui cadauno dei membri ha la possibilità di intraprendere ciò che più gli piace senza dover chiedere consenso agli altri membri del gruppo, a seconda delle voglie e dei bisogni soggettivi.

Benissimo, è un pensiero simile al principio del nostro collettivo e oltre a una profonda amicizia che ci accomuna con qualche personaggio del GrupCertlAtif abbiamo deciso, almeno alcuni membri di Blackderrick di partecipare e di dare una mano; informando, organizzando.

(dialogo telefonico tra un membro del GrupCertlAtif e l’arguta politicante bramosa di potere)
Ciao, sono l’arguta politicante bramosa di potere, ma il sito Blackderrick lo gestite voi?
No
E conosci coloro che lo gestiscono?
Sì,
Ma, a che titolo li conosci?
sono degli amici
Bè, comunque è meglio che ne parliamo perché forse tu e voi
non sapete con chi avete a che fare!

Appena l’arguta politicante bramosa di potere ha riferito i fatti ad alcuni membri del GrupCertlAtif la loro reazione reazionaria è stata delle più tristi. Prima di documentarsi e di parlare con noi, persone direttamente in causa, hanno sbraitato, sentenziato e giudicato; facendosi così usare dall’arguta politicante bramosa di potere come dei fantocci.
Certo che se l’arguta politicante bramosa di potere gli riferisce che offendiamo il mondo gratuitamente, offendendo un prete appena morto, quando ci si è riferito alla sua posizione sociale e al bigottismo imperante sfornato ad hoc in quei tre giorni nella nostra valle
Va bene, abbiamo peccato di cinismo!
Ma noi il politically correct non lo abbiamo mai digerito
Che siamo dei potenziali adoratori del demonio visto che abbiamo linkato il sito dei bambini di satana, anche se per tutt’altre ragioni di quelle di un’affezione al culto
– non credo in nessun Dio, ora ditemi voi se mi dovrei abbassare rigirando la frittata a credere nel demonio…ma fatemi il piacere!!! –
E’ comprensibile che uno che non ha interesse di informarsi
abbia una sola verità fra le mani.
E’ comprensibile, non accettabile!

Dialogando con costoro si è arrivati alla conclusione che si farà una riunione con i membri interessati per decidere sul da farsi con il sito del GrupCertlAtif; se toglierlo perché si pensa che questo sito si assumi le responsabilità di tutti gli altri membri di Blackderrick o lasciarlo perché convinti che questo sito sia una parte autonoma di Blackderrick.

Qualche giorno fa un membro del GrupCertlAtif mi ha chiesto, a modo,
di togliere il loro sito da Blackderrick.
Allora il principio dell’ uguaglianza e dell’orizzontalità è stato buttato giù per il cesso. Mi è stato chiesto gentilmente, non mi è stato imposto! In questo caso fa alcuna differenza?
Secondo me, no!

 

SUL DA FARSI – UNA DICHIARAZIONE D’AMORE

Visti i fatti accaduti, m’impegnerò a collaborare con il GrupCertlAtif al fine di portare a termine la rassegna filmica per poi congedarmi.
Non ne mangio di quel pane, molti la vedono come una sorta di dichiarazione di guerra verso quei ragazzi e ragazze che fanno parte del “Grup”, io non la vedo così, visto che siamo tutti individui unici penso di poter coltivare affinità con questa e quello e di potermi arricchire da queste amicizie, penso che semplicemente i principi del “Grup” siano andati a farsi fottere perciò sotto la loro bandiera non mi ci voglio più mettere.

Inoltre ci tengo a ribadire la mia controversia verso le istituzioni una volta per tutte, visto l’ennesimo esempio concreto in cui persone estranee che non contribuiscono, che scrutano multano e sproloquiano tentano di imporre i loro voleri, mossi da questo stato di diritto sulla base della loro posizione sociale-professionale che glielo permette.
Il vostro trono vacilla, è fondato sul nulla ed io con il semplice fatto che non vi riconosco per quello che credete di essere vi destituisco come e quando mi pare e piace.
Non ho nessun interesse a continuare un dialogo con costoro, visto che non ci potrà essere un dialogo orizzontale; Io parlo per conto di come vivo, per costoro invece è la loro posizione sociale e ciò che devono rappresentare che parla per conto loro.
Perciò questa può solo diventare una conversazione deviata da cui non si può ricavare nulla di dialettico, costruttivo.

Per ciò che è stato scritto sul Blasfemoparty e la Priestfreezone, oltre al fatto che ci sia stata una grande incomprensione proteggo Din Don per il semplice fatto della libertà di pensiero e di espressione. A prescindere dal fatto se sia giusto o meno, non voglio mettermi nei panni dello sbirro come già troppi hanno fatto nel tentare di imporre un modo di essere. Perciò Din Don ha il  mio più profondo rispetto per ciò che
si è preso il sacrosanto diritto di dire.
Non posso negare che quel giorno che ho letto questa cosa ho riso, grassamente!

emil

 

 

oSE potessi quotare il mio malessere in Borsa sarei MILIONARIO

La senti questa puzza?
La sua fisicità opprime lo sguardo obiettivo
Inchinandomi dalla croce della superficialità
all’origine della specie imparo a guardare
la noia sorride a questo odore in superfice
l’orrore nelle radici
che mai abbiamo conosciuto

 

Costumi intercambiabili per pensieri inambientabili

La casa dalla finestre che piangono oppure
ricordo di Pippo Franco a quel Derby

atto primo

sul mio cammino spesso ho trovato
la via alberata, il cancello aperto.
statue e dipinti, statue e dipinti
statue e dipinti, statue e dipinti
dall’ odore dolciastro.
Il vetro riflette il viandante che passa,
che si ferma ad osservare e nota
che dietro il vetro;
il nulla

atto secondo

dormi affusolato nel grembo
della grande infamia
ne ho visti tanti strisciare accanto a lei;
coloro che non vogliono scegliere,
coloro che hanno già scelto
la libertà di essere ambigui,
l’ambiguità di essere liberi.
lì dove la convenienza maschera
la miseria che ti dona la vita,
perché se non hai il coraggio di essere
hai perso il diritto di vivere

…e toglimi la lingua dal culo

 

la morte e i suoi proprietari
stati e burocrati
e dall’altra parte la nostra schiavitù
non puoi scegliere

 

CHI CONTROLLA IL PRESENTE CONTROLLA IL PASSATO
CHI CONTROLLA IL PASSATO CONTROLLA IL FUTURO

 

Carne da cannone, carne da macello, carne in scatola

Le ragazze che furono uccise due volte in questa Italia da bere riposano in quelle casse coperte da quel telo multicolore usato per soffocarne il buon senso. Tutti pronti a spostare il dito sull’ennesima bestia. Hai provato ad alzare il bicchiere poggiato sul tavolo di casa tua in quel microcosmo famigliare a te e ai pochi intimi… che ci sia dello sporco, forse pure qualche animaletto      se ancora vivo subito da finire

Mentre allucinato mi scoprivo in preda all’apatia, pietra miliare dei giorni nostri, decisi che la tv fosse meglio se guardata seduti sul proprio capo. Questo stare permette oltre al fatto di non dover lavorare, degli interessanti aneddoti. Questo strano stato mentale ma pur sempre di stato parliamo come quello della miseria quotidiana che esige carne in scatola. Dicesi Scatolame coperto da stoffe tricolori,
chiamasi lutto nazionale,
trattasi di economica propaganda statale
questa doppia morte non lontana dall’ottocappoto che forse potremmo addirittura definire arma di indottrinamento di massa, morte all'ennesima potenza considerandone anche l'annientamento del buon senso,
premesso che questo non sia altro che l'ennesimo fantasma del passato,
io comunque da questa illuminante posizione non lo scorgo.

 

Ma respiro? Sto seduto e tutto mi sorpassa, mi trapassa
Più estraneo mi sento e più ragione so di avere, ma forse mi sbaglio comunque

notizia ansa del 0703 2007

'Salviamo Britney'
Dopo la notizia del tentato suicidio, la CNN lancia
un appello a Bono degli U2 per salvare Britney Spears

Bono is in the house, Bush is in the house; we're doomed fucking doomed fucking doomed fucking doomed fucking doomed fucking doomed fucking doomed

 

immagini in movimento
mi girano intorno
mi trattengo intrattenendomi
legato con le mani libere
carne e gommapiuma
fondono in un corpo unico
sadico ludico

il benessere presume scelta
felicità nel contagocce
la quantità fa la sua parte
alla tecnica non servo più

immagini in movimento
colmano lacune dentro di me
non ci devo stare attento
penseranno loro a me


vita spoglia;
la creazione delle coscienze è riuscita
e cè chi se la ride all' ombra della morte

 

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci a esprimerlo con le parole
e la luce del giorno divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro
....
Fabrizio de Andrè - un matto (dietro ogni scemo c'è un villaggio)

enzo

non credo in una vita dopo la morte e ancora meno credo in dio.
non voglio essere cosí arrogante e presuntuoso da credermi come umano migliore della natura di cui faccio parte dove la semplicitá
sovrana dimostra che le vita é fatta di turni; c'é chi inizia e chi finisce
e poi la vita dopo la morte non puó esistere in quanto
la consapevolezza muore in primis
ora che la morte mi ha toccato per la prima volta da vicino posso arrivare a capire la gente che crede in dio e in un paradiso; come ci si puó giustificare che una persona non ci sia piú da un momento all'altro?, rassegnarsi al fatto che non ci sará piú? nonostante ció non mi voglio coprire di illusione trovando
una scusa per mascherare l' ignoto.
e qui posso anche capire perché la gente ha bisogno di competizioni, di sentirsi superiori creando gerarchie, fascismi, scale sociali, autoritarismi in fondo tutto questo non e´che solo un teatro delle illusioni davanti al processo
della morte e la paura che questa porta.
Ci si deve pure illudere di avere un posto d' onore davanti alla morte.
l'unica vita dopo la morte per me plausibile e´l immortalitá della memoria.
il ricordo vivo dei morti.
In questo senso la vera morte di enzo dipende da noi e dal nostro ricordo,
o meglio da quando inizieremo a dimenticarcene.

la val badia ha perso una grande mente creativa, uno spirito interessato
e un grande antagonista e si sá, sopratutto di questo
ha bisogno la societá ipocrita e moralista in cui viviamo.

a presto dolce lorenzo, ma non troppo

 

gente civile!
rinchiudetevi nella vostra proprietà privata,
prendete un tè con la solitudine e crepate di noia

 

xilitla

immaginate un signore, Edward James, un inglese, poeta e collezionista, compagno del surrealismo, possidente, molto possidente, di cui si mormora sia il figlio bastardo dell'ultimo re della sacra corona unita

immaginate gli inizi degli anni quaranta, mentre l' Europa corteggia la morte
Edward sogna, sogna un luogo lontano, una selva tropicale, un luogo arcaico

immaginate un luogo magico colmo di farfalle dai colori e dalle forme più diverse,
una vegetazione fitta e un clima umido dove i muschi non porgono rispetto

immaginate le mangrovie e il bambù,
ragni maestosi e uccelli strilloni

immaginate una cascata e diverse vasche sottostanti,
un poderoso flusso d'acqua che spacca in due la foresta

immaginate costruzioni del tardo gotico e unitele all'architettura inglese dell'India coloniale,
immaginatene soltanto l'estetica e tralasciatene la funzionalità

immaginate mezzo secolo di deterioramento naturale,
muta il cemento armato in organicità

immaginate di migrare tra selva inesplorata e creazioni umane
in cui la fusione difficilmente è distinguibile

immaginate di salire su per delle scale a chiocciola,
di salire

immaginate di vagare per la foresta e di imbattervi in porte
che aprono nuovi mondi

immaginate di perdervi su sentieri
che mai riuscirete a tracciare una seconda volta

immaginate di essere fermi al centro
di molteplici situazioni migranti

immaginate Xilitla, San Louis de Potosì, Mexico

 

la cruda verità

dove cazzo corri nell'imbarazzo
topo in gabbia, pazzo
il frenetico affannarsi all'interno
di un recinto produce vacuità;
io dipendente, io padrone
io ho ragione
disumano gioco di ruoli
in un carnevale stagionale;
noioso e privo di colore,
di felicità neanche a parlarne.
non è proprio divertente ciò che mi accingo
a raccontare ma purtroppo è la cruda verità

 

vacanze di natale

io, nei panni dei soldi
cerco di allontanarmi
ma l oceano mi divora le ginocchia.
gli agi mi mettono un certo imbarazzo
anche se dovessero produrre il contrario;
quant'è difficile tagliare con il passato
e comunque impossibile dal punto di vista loro.
in riva al mare
l'ignoranza e la prostituzione si accoppiano;
e io in mezzo

 

la canzone infinita

io corro e alle mie spalle il mondo
io corro di più ma alle mie spalle il mondo
devo essere più veloce
non posso farmi prendere
e quindi corro e corro
lo so, e intanto corro
prima o poi, ma corro
mi prenderà, e corro
so che per un po'
dovrò stare zitto zitto, buono buono
ma appena allenterà la presa, ed...

 

Chi rivivrà i violenti vortici di fuoco se non noi e quelli che crediamo fratelli? Venite! Novelli amici: questo vi piacerà. Non lavoreremo mai, oh maree di fuoco!
Questo mondo esploderà E' il vero sentiero. Avanti, In marcia.
A. Rimbaud

 

...la vita, che costante di avvenimenti che ci sfuggono di mano o che le nostre mani non riescono neppure a toccare...una tabula rasa verso l'ignoto, l'ignoto delle volontá e quello dei gesti...é bastato un attimo a sconvolgere in bene(forse) porcodiocane la mia misera vitina vissuta ultimamente a stenti tra noia, apatia e l'impossibilitá di essere (nessuno)... un attimo per liberarmi dalla prigione del passato mettendo a repentaglio le sicurezze di una vita intera, un attimo per avere l'ennesima conferma che il presente si presenta sotto le piú imprevedibili spoglie e un attimo per comprendere che il futuro é una farsa per alimentare l'angoscia della morte... un attimo per accettare l'impossibilitá di gestire la propria vita a seconda delle proprie volontá... un attimo per intuire che la felicitá é percepibile solamente quando tutto ti é contro...un attimo per rendermi conto che tra il volere e l'avere esiste una grave lacuna identificativa... un attimo per riassettare la confusione creando il caos, rendendomi conto cosí di essere vivo e che la vita sia l'unica cosa che valga la pena di essere consumata... un attimo per rapportarsi tra un lampo di gioia e la staticitá della malinconia... un attimo contro anni di smarrimento nella ricerca continua di un qualcosa che non ho mai trovato, un attimo per farmi trovare...sogni premonitori o postmonitori, sensi di colpa dovuti alla nostra dannata civilizzazione selvaggia...non voglio arrivare a credere all'esistenza di un destino affidandomi alla comune bontá del caso...non voglio arrivare ad essere superstizioso considerando il mio disprezzo delle religioni...non voglio arrivare a credere che il bene ritorni in chi lo fa riflettendo sullo sciagurato stato attuale delle cose...le domande fremono, inutile sottrarsi all'inevitabile comunque fino a qui tutto bene...

 

suicide as lifestyle

sono arrivato al punto di poter dire: la mia vita é una merda; l’unico vero motivo che mi distoglie dal suicidio é il pensiero che la morte possa fare ancora piú schifo...

oggi, come quel miserabile allora mi trovo molto simpatico...

 

Messaggio a tutte le donne che conosco e sopratutto a tutte quelle che non conosco ancora...

"la femmina é troia, il maschio un grande".
tu odi questa convenzione, ne provi disgusto
la tua conseguenza é autorepressione
con le tue non-gesta ergi
le fondamenta per questa condizione

 

......se perdi il coraggio di amare hai perso il
coraggio di vivere, non spegnere il desiderio di immenso

ti guardi e non ti vedi, non sei abituata a vederti che con occhi altrui

ti chiedi se esiste anche qualcosa al di fuori_dentro dell'ambiente che dolcemente ti stritola; ottusamente non trovi riscontri

fremi dalla voglia di sapere che la consapevolezza di non avere consapevolezza, ti renda il magnifico splendore refrattario di appartenere al tutto_altri; concependoti come niente

Basterebbe giocare a un gioco semplice, semplice, semplice, semplice, semplice, semplice, semplice quello del rovesciamento di capo per arrivare a capo con il mondo sul capo

 

l'esperienza eccezionale di un uomo stra ordinario

le ginocchia si sciolgono

borbottando il suo stomaco tende ad amare

si accascia sulla tazza

il vomito sgomita tra le dita che cercano di serrare il passaggio di quella naturalezza che deve estranearsi dal corpo suo

un processo di purificazione sta avvenendo a prescindere dall'istituto di igiene mentale

il suo io dimostra per l'unica volta nella sua ricca esistenza di poter essere definito come tale; si ribella pesantemente senza peró avere nessun riscontro positivo

il suo viso violaceo si riflette tra il sangue e i grumi che giocano all'amore con le piastrelle biancoavorio della stanza

un pensiero arcaico tiraneggia sulla sua mente;

potrei essere diverso

buio

 

la demolizione di ogni istituzione poliziesca (sbirrame vario, preti e burocrati, giornalisti e pubblicitari, giudici avvocati e politicanti, tecnofili ed avanguardisti, padri e madri) comporta la scomparsa del ruolo e quindi dell'abitudine, la distruzione del senso di proprietá e naturalmente delle regole e dei dogmi secolarizzati di mantenimento con la conseguenza che tutti i confini, tutti i recinti e tutte le serrature svaniscano tra le pagine dei libri della storia, l'eliminazione dello sfruttamento dell'uomo sull'essere vivente visto che la scomparsa della proprietá smantella l'interesse di lucrare e di possedere e per finire, la costituzione di un sistema sociale orrizontale fondato sulle microcomunitá interagenti finalizzate sulle esigenze dell'individuo-uno.

Ecco questo é ció che io chiamo l'abbellimento dell'uomo

 

desideri surgelati

un grande bisogno di espressione insorge contro la volontá dell’ambiente che mi avvolge e mi soffoca senza riguardo verso l’indissolubile uno, le mie mani insorgono giocando con la morte che paralizza il mio corpo ormai addomesticato.. violenti formicolii si affermano attraversano i miei arti, il mio stomaco si atrofizza, il vomito e l’acido gastrico si accoppiano scarnificando lo spettatore in cui mi riconocevo... l’elefante é stato liberato dal suo letargo, dal gelo

 

Punti di vista

Se essere in gamba significa sacrificio per agire contro voglia,
compromettersi con compromessi
corregersi per essere coretto; come il caffe,
falsamente inebriante
subire e partecipare, abbassare la testa e obbedire
dominato da una promessa non fatta
per potersi permettere di dire: "sono socialmente integrato"
tralasciando ottusamente la consapevolezza di
avere scelto di non essere altro che un menomato sociale.
le lusinghe hanno ingrassato gli stolti e ingannato i piú virtuosi,
l'obbedienza diventa assoluta quando non viene piú vissuta come coercizione ma come espressione di una volontá sociale,
creando questa rappresent.azione virtuale sulle palafitte
di questa nostra fetida palude istituzionale

 

terra

esalazioni mefitiche mi raggiungono,
il mio ano si serra violentemente,
mi assale un pensiero.
preferirei essere morto

 

Nulla é piú facile che abbattere un uccello che vola in maniera uniforme

 

(p)ossesso

plasmando questa scenografia
la tua ottica monocromatica non scorge
altro che concorrenti e nemici,
facendoci desiderare la sopravvivenza_spettacolo
uccidi i nostri sogni,
potenziale complice che complica
la realizzazione della passione;
il tuo isolamento é il nostro isolamento é il mio isolamento;
la tua sicurezza é la tua violenza é la tua libertá;
le nostre prigioni
processo perverso di un volere invertito
bisogno reificato bisogno stuprato
l'avaro volere (questo) triste simulacro del potere..
mio, mio, mio, solo, solo, mio.
solo per me, solo per me;
solo.
la piú grande quantitá di avere non per godere,
solo per possedere
necesso possesso
abuso nervoso;
la magica formula per creare
questo insopportabile teatro sociale;
lo stesso piatto da cui devo mangiare anche io,
ti ammazzeró o dovró morire io?

 

os e nos, nia e düt

Cun le curtel amesa i denz jun incuntra al duman
pronti dal aduré te vigni istant
sön chi che prô da ne se fa nia vir l'mument
nos ne cambiarun nia, deach sun senza tema
nos né un nia da perd, (deach nos) un bel purdü düt
os ne pudess plö se tó nia (deach os) se es bel tut düt

la nosta forza

 

morte(dell'ultimo)ideale

fossilizzata in quella posa resterai sempre ben rintracciabile nella mia mente;
come una statua che resiste alle sciagure del tempo,un eterno presente
hai cercato e sei riuscita,
cerchi ma io trasparo,

cercherai ed io saró giá lontano.

La mia anima non é mai stata cosí integra.

 

*bisogno bisogno bisogno di schemi rampanti di luce di me solo di me la soluzione a questo enigma la luce la luce bisogno bisogno bisogno di dare per ricevere mangia il mio ventre parole soffocate petali di fiori morti secrezioni escrementi sperma solo sperma

 

Mai come oggi si é sentito tanto parlare di civilizzazione e cultura, mentre é la vita stessa che sta scomparendo. E c'é una strana corrispondenza tra questo generale crollo della vita, che comprende ogni singolo sintomo di demoralizzazione, e questa ossessione per una cultura pensata per tiranneggiare sulla vita.
A.Artaud

 

...per chi ritiene che le sbarre di una gabbia servono per proteggere gli animali dai pericoli esterni

analizzando il corso della storia possiamo osservare che mai come nell'odierna societá si é vista così poca libertá di scelta, di azione, di pensiero, di amare, di decisione, di vivere e di morire .

analizzando il corso della storia possiamo osservare che mai come nell'odierna societá si é parlato così tanto di libertá di scelta, di azione, di pensiero, di amare, di decisione, di vivere e di morire

l'unica scelta che possiamo fare é quella di scegliere una delle infinite scelte prescelte; il sacrificio domina sullo stato attuale;la monocultura della cultura come monolito contro le nostre volontá

 

La rivoluzione é essenzialmente un gioco e chi lo gioca lo fa per il piacere che ci vi trova. La sua dinamica é l'urgenza soggettiva di vivere non l'altruismo.

 

Colonna sonora.. misfits boxset Scimiottando l'internazionale o scimiottando me stesso... Siedo qui davanti a questa macchina analoga e perfetta come dio confidandomi sperando che una volta estrappolato l'ansia che mi opprime staró di nuovo bene, ma per quanto? perché la mia personalitá é cosí labile? perché delle cose apparentemente insignificanti ne determinano il mio umore in una maniera cosí marcata ? Perché amo quello che non ho e quello che ho perde valore in un batter d'occhio? la maledizione del benessere?

sfogoaffogosfogo

 

L'alcool fornisce il doping necessario alla realizzazione del poter-essere inautentico. Esiste un'ebrezza dell'identificazione.

 

*gli occhi dell'individuo esprimono, comunicano, integrano il diverso; non lo vedono

gli occhi dell'individuo vivono una realtá in un infinitá di realtá; la fluida realtá

gli occhi dell'individuo prevalgono sulla conformitá; distruggendo il mito della veritá

gli occhi dell'individuo falsificano il falso svelando l'unica veritá; non esiste veritá

gli occhi dell'individuo amano se stessi; il loro amore dipende dall'amore degli altri

gli occhi dell'individuo distruggono perché creano; gli occhi dell'individuo si guardano

 

*lettere a me stesso viaggiano durante la mia esistenza senza esserne cosciente
che tristezza avere una certezza

 

un inno agli infanti perseveratori del saper vivere
teste mozzate agli adulti portavoce della serietá;
non cresceró mai

 

BLANGIS: "Il gesto sodomitico è il più assoluto per quanto contiene di mortale per la specie umana, il più ambiguo, per questo accetta, allo scopo di trasgredirle, le norme sociali, è infine il più scandaloso, perché pur essendo il simulacro dell'atto generativo, ne è la totale derisione". BLANGIS: "Il gesto sodomita ha il grande vantaggio di poter essere ripetuto centinaia di volte. Come lei ben sa, Monsignore, la reiterazione, è indispensabile perché il morto rinasce a livello della mostruosità". BLANGIS: "... noi tutti siamo d'accordo che il giorno del giudizio, Dio, rimprovererà i virtuosi in questi termini: 'Allorché avete visto che sulla terra tutto era vizioso e criminale, perché vi siete persi sulla strada della virtù? Le perpetue sciagure che io, Dio, seminavo sull'universo, dovevano convincervi che io amavo unicamente il disordine e che per piacermi, non era necessario farmi irritare, dato che ogni giorno io, Dio, vi davo esempio della distruzione; perché allora voi non distruggevate? Imbecilli, perché voi non distruggevate?'.". CURVAL: "Dunque noi non riusciamo mai a liberarci del modello di Dio? La cosa comincia a preoccuparmi, dopotutto, quando ognuno di noi fa dei corpi delle sue vittime ciò che vuole, egli non è che Dio in terra!" BLANGIS: "Si tranquillizzi, Eccellenza, è vero che noi tendiamo a identificarci fatalmente in modo parossistico e un poco fasullo col presunto rappresentante dell'ordine, cioè con Dio, e ciò è seccante, ma dopo aver meditato a lungo sono giunto ad una conclusione liberatrice: basta sostituire la parola DIO con la parola POTERE, così tutto rientra perfettamente nel programma che ci siamo prefissi". CURVAL: "Ma Dio non equivale forse a potere?". BLANGIS: "Sì, ma per coloro che credono che il potere sia appunto ordine". CURVAL: "Ma scusi, noi, non siamo forse la dimostrazione vivente di che è realmente il Potere? L'unica vera, grande, assoluta Anarchia, è quella del potere. Infatti noi, qualsiasi cosa ci venga in mente, la più folle ed inaudita, la più priva di senso, possiamo scriverla in questo quadernetto, ed essa diviene immediatamente legale; se poi saltasse in mente di cancellarla, essa diverrebbe immediatamente illegale. Le leggi del Potere, non fanno altro che sancire questo potere anarchico,... e ciò vale per qualsiasi potere". CURVAL: "La vostra idea è quella che si dice 'un uovo di Colombo' e mi trova del tutto consenziente, quanto poi alle altre forme di potere, quelle così dette democratiche o tolleranti, non esiterei a rincarare la dose: infatti là dove tutto è proibito, in realtà si può fare tutto, mentre là dove si può fare qualche cosa, si puòfare solo quel qualcosa".

Pier Paolo Pasolini morì prima che il montaggio del film fosse ultimato (Salò tra l'altro fu sottoposto a numerosi sequestri che ne faranno slittare l'uscita nelle sale di alcuni anni; Pasolini subirà così l'ultimo processo da imputato seppur morto; il produttore Grimaldi verrà, in appello, prosciolto dalle accuse di "commercio di pubblicazioni oscene").

 

La merce costruisce da se stessa la profonda utilita del simbolo.

Diventa cosi, punto di riferimento, unita di misura, valore di scambio.

Lo spettacolo inizia.

I ruoli vengono assegnati.

Si riproducono.

All infinito.

Senza modificazioni degne di nota, gli attori si impegnano nella recitazione.

A.Bonanno, la gioia armata

 

Aiutami a fuggire dall abitudine, a liberarmi dall imbarazzo, invertendo quella maestosa energia che entra e che pesa e che affligge merda merdamerda fuori tutta la merda non resisto piú e non riesco a consolarmi sul groppo di chi sta peggio; quasi tutti

 

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi é infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso...

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza portera al raggiungimento di una splendida felicitá .

Vi abbraccio fraternamente
pablo neruda

 

CHE LA PAURA CAMBI DI CAMPO

Ci terrorizzano costringendo molti di noi a emigrare alla ricerca di condizioni di vita meno odiose. Ci terrorizzano costringendo molti di noi alla clandestinitá: con il fiato della polizia sul collo e con la paura delle espulsioni, lo Stato e i padroni spingono migliaia di individui nell'ombra, rendendoli ancora piú docili allo sfruttamento. Ci terrorizzano con il ricatto del lavoro salariato: o ti vendi ad un padrone o non mangi. Ci terrorizzano con l'immagine dello Straniero barbaro e integralista per farci accettare piú restrizioni, piú controlli, piú precarieta; oppure per farci amare un'identita nazionale vuota e fasulla - se il capitalismo non riconosce confini, perche mai devono farlo gli sfruttati? Ci terrorizzano con la polizia nei quartieri, con le ronde fasciste, con i rastrellamenti. Il pretesto e quello della criminalitá (in fondo cosa la crea, questa criminalita, se non la necessitá del denaro?), l'obiettivo reale e far abbassare la testa a tutti quanti. Ci terrorizzano con il carcere o con le espulsioni, con le caserme o i lager per i clandestini. Piú i poveri si odiano, piú i ricchi si ingrassano... Ci terrorizzano facendoci credere che "terrorista" e chi lotta contro lo Stato e contro i padroni, e non chi bombarda intere popolazioni, chi colonizza le terre e le menti, chi rade al suolo le case con i bulldozer. É ora che la paura cambi di campo. È ora che all'odio tra le razze si sostituisca la solidarietá di classe, la guerra degli sfruttati contro gli sfruttatori.

 

riaprii gli occhi dopo un lungo sonno, i miei sensi stimolati fino a palpare l'eccesso mi fecero riprendere completamente conoscienza... "Cos'era ?" mi chiesi; voglia di vivere. "Dobbiamo dar vita ai sogni" mi dissi, ed improvissamente i sogni diventarono udibili e rumorosi, con loro le libagioni accompagnavano la festa che offriva le delizie piú suggestive. La linfa della vita scorreva freneticamente in quel mutevole corpo organico abbattendo le barriere per qualsiasi tipo di piacere...

 

"...e quando facevano festa, facevano festa. Di far baldoria, gozzovigliare, cantare, suonare e ballare, se ne intendevano, qualsiasi cosa si dica di loro sul resto.
Noi non siamo pirati, a mia conoscenza ma perche
dovremmo essere da meno di loro quanto a divertirci?"
La vera storia del pirata Long John Silver Bjorn Larsson Iperborea ....

 

"C'e molta gente da allogiare - dicono gli umanisti del cemento armato. Bisogna scavare trincee senza tardare, dicono i generali, c'e la patria intera da salvare. Non c'e forse qualche ingiustizia nel lodare i primi e beffarsi dei secondi? Nell'era dei missili e del condizionamento, la facezia dei generali e ancora una facezia di buon gusto. Ma innalzare trincee per aria con lo stesso pretesto!"
Grandezza e miseria dell'urbanistica di Raoul Vaneigem